versione inglese Statuto del Premio vincitori e precedenti edizioni

 

Il Feronia è un “antipremio”, attento alla letteratura di ricerca e ostile alle logiche di mercato dell'industria culturale. Nel corso delle sue quindici edizioni, ha continuato ad affermare il valore della parola scritta contro un sistema di comunicazione impoverito e sopraffatto dal dominio delle immagini. Il suo orientamento anticonformista è aperto alla pluralità della creazione letteraria di alto livello, senza distinzione tra scrittori noti, esordienti o del tutto sconosciuti. Il Premio è possibilità concreta di sperimentazione libera da qualsiasi vincolo, oltre che occorrenza di confronto aperto per tutti quegli autori, opere, tendenze e ipotesi letterarie che abbiano finora pagato con l’emarginazione, con il misconoscimento e con il silenzio, il coraggio delle loro scelte e l'audacia del loro operare (art. 12 dello statuto).

Il Premio Feronia–Città di Fiano comprende quattro sezioni: Poesia, Narrativa, Critica Militante e Riconoscimento Speciale ad un Autore Straniero. A partire dal 2002 è stata intodotta, in collaborazione con la Fondazione Marino Piazzolla, una nuova sezione dedicata alla riscoperta di un'opera o di una figura particolarmente importante ma non abbastanza diffusa, conosciuta e valorizzata.
Sue caratteristiche primarie sono: il rifiuto della gestione ufficiale dei premi, della pressione e della subordinazione clientelare; la rivendicazione dell'assoluta precedenza della "qualità del testo" e il valore innovativo dei suoi contenuti intellettuali e culturali (art. 3).
Le opere vengono proposte esclusivamente alla giuria che, a differenza di quanto avviene in tutti gli altri eventi simili, svolge i lavori in sedute pubbliche (art. 7). Inoltre, autori e case editrici non possono partecipare al concorso (art. 10).
Oltre al riconoscimento pubblico e al corrispettivo in denaro, il Premio ha la finalità di promuovere il prestigio culturale delle opere vincitrici con un volume di saggi scritti da gruppi di giurati. Questi hanno il compito di motivare il risultato delle proprie scelte, valorizzando le opere premiate e il loro spessore critico-ideale (art. 8), con l’intento di competere e vincere la sfida con gli avvenimenti letterari maggiori (art. 9).
La giuria comprende un organico complessivo numericamente elevato, con presenze rappresentative di alta professionalità: Filippo Bettini (presidente), Gianfranco Baruchello e Cecilia Bello (segreteria); docenti universitari (Tullio De Mauro, Franco Ferrarotti, Ludovico Gatto, Marcello Carlino, Francesco Muzzioli, Giorgio Patrizi); scrittori (Jacqueline Risset, Lamberto Pignotti, Franco Falasca, Predrag Matvejevic, Aldo Mastropasqua); artisti del suono e dell'immagine (Aldo Clementi, Carlo Lizzani, Fausto Razzi, Paola Pitagora); giornalisti (Chiara Valentini); esponenti dell'area politico-istituzionale (Mario Quattrucci, Giuliano Ferilli, Stefano Paladini, Gianni Borgna, Vincenzo Vita, Renato Nicolini).
Ha suscitato discussioni e polemiche la facoltà riservatasi dalla giuria di non assegnare riconoscimenti quando non vi siano opere adeguate a riceverli (art. 4) - come è accaduto nel '93 per la sezione della Critica Militante e nel '95 per quella della Narrativa, con l'effetto di un ampio e serrato dibattito che coinvolse anche le maggiori testate italiane e le giurie di altri noti premi (come il "Campiello"). Eppure, è anche e soprattutto grazie al rigore che gli è proprio che la manifestazione rappresenta, nell'ambito della vita culturale italiana, uno degli avvenimenti più rilevanti e degni di nota.

Iniziativa ideata ed organizzata dall’associazione culturale Allegorein con la collaborazione di: Link Campus University of Malta – Centro di Cultura e Letteratura Mediterranea, Fondazione Marino Piazzolla.

Promosso da: Regione Lazio, Comune di Fiano Romano, Comune e Provincia di Roma.

Sotto il patrocinio istituzionale di: Unesco, Unione Europea, Ministero degli Affari Esteri, Ministero per i Beni e le Attività Culturali.