Articolo 3.
Contro la politica dei premi
La finalità primaria da cui trae origine la sua istituzione
consiste nella pratica di un'alternativa reale dell'attuale
stato di degrado e di compromissione dell'organizzazione
culturale italiana e, in particolare, della gestione ufficiale
dei premi letterari. L'essenza del suo carattere alternativo
riposa su due momenti inscindibili e complementari: il rifiuto
polemico della logica dominante del clientelismo, dello
scambio di favori, dell'asservimento a pressioni esterne
(...) la rivendicazione costruttiva della priorità
assoluta dei due soli requisiti sulla cui sintesi si fonda
il parametro valutativo a cui debbono essere commisurate
le scelte del premio: la "qualità del testo"
e "la tendenza della sua innovazione espressiva, ideologica
e culturale". (...)
Articolo 4.
La non assegnazione
Poiché la dichiarazione dei fini non ha una funzione
retorico-simbolica ma esige riscontri concreti e consequenziali,
è da prevedere che, qualora non si diano opere che
rispondano alla simultanea compresenza dei due requisiti
sopra descritti, si procederà alla non assegnazione
del premio. Nella speranza di scongiurare tale eventualità
ma nella serena consapevolezza che tale prospettiva si avveri,
va precisato che la non assegnazione, con le relative argomentazioni
che ne daranno pubblicamente ragione, assumerà lo
stesso rilievo e la stessa legittimità della sua
assegnazione, seguendo, punto per punto, le medesime modalità
e procedure che presiedono allo svolgimento di quest'ultima
(...)
Articolo 7.
Carattere pubblico delle sedute
A differenza di quanto avviene in tutti gli altri premi,
le sedute di lavori sono rigorosamente pubbliche. Chiunque,
debitamente informato attraverso la stampa e i massmedia,
ha la facoltà di seguire i lavori dei giurati e di
riferirne in pubblico. È inevitabile che, una volta
stracciato il consueto velo di segretezza all'anonimato
delle decisioni e alla complicità degli accordi,
ogni componente della giuria sia chiamato ad assumersi fino
in fondo la responsabilità delle proprie scelte da
risponderne alla luce del sole. Di conseguenza, non sarà
possibile indulgere a nessuna intesa di comodo. Per effetto
di verifica pubblica, ogni giudizio e preferenza dovranno
essere persuasivamente spiegati, sostenuti e documentati.
(...)
Articolo 8.
Giuria e contributo saggistico
Il contenuto stesso del premio è inerente alla finalità
alternativa della sua progettazione. Oltre al corrispettivo
in denaro ed in guadagno di prestigio pubblico-culturale,
la vittoria sarà motivata e suffragata dalla pubblicazione
di un volume di saggi che, scritti da gruppi di giurati
e rivolti alle singole opere e figure vincitrici nelle varie
sezioni, avranno il compito di spiegare l'esito delle scelte
e di favorire la valorizzazione scientifico-culturale delle
stesse opere premiate, lasciando (ad ulteriore conferma
dell'investimento critico-ideale compiuto dalla giuria)
traccia durevole e significativa dell'operazione culturale
del premio.
Articolo 9.
Posizionamento
Benché concepito in chiave alternativa, il premio
non vuole essere confinato in alcuna posizione marginale
o secondaria. Al contrario, essa mira a concorrere solo
con i premi maggiori ed a vincerne la sfida. È dunque
necessaria la più diffusa, continua e radicale pubblicizzazione.
La qualità della giuria, l'impegno "persuaso"
dei suoi componenti, l'unicità del progetto, l'antagonismo
e la validità delle scelte ne sono garanzia e presupposto
irrinunciabili.
Articolo 10.
Autonomia della giuria
La libertà ed il rigore di giudizio che debbono essere
a fondamento delle scelte della giuria non possono essere
subordinati ad alcuna condizione esterna: neppure alla promulgazione
di un bando e ad una indiscriminata partecipazione di autori,
testi e case editrici. Autori, testi e case editrici non
possono partecipare al premio. È la giuria che con
il suo potere assoluto e sovrano seleziona e premia i testi,
indipendentemente da qualsiasi atto di volontà soggettiva
di chi ha scritto o pubblicato i singoli libri.
Articolo 11.
Rapporto con il territorio
È decisivo il rapporto con la realtà territoriale
e con le istituzioni locali in cui ha luogo la fondazione
del premio. Se da un lato è a queste che si deve
la realizzazione della sua esistenza, dall'altro gli stessi
fini che il premio persegue presuppongono un'embrionale
ma risoluta tendenza all'abolizione di ogni arcaica e convenzionale
divisione tra centro e periferia, tra capitale e provincia.
L'intera operazione muove dal presupposto che Fiano, le
sue istituzioni e la sua cittadinanza, siano al centro di
una possibile «rivoluzione culturale» nel campo
dei premi letterari. A ciò consegue la necessità
che, dentro Fiano e nei territori circonvicini, si aggreghino
e si espandano una serie di iniziative collaterali, tese
a diffondere tra i nuclei familiari, sociali e scolastici
l'esperienza diretta dell'incontro e del dialogo con i maggiori
artefici della ricerca letteraria in Italia.
Articolo 12.
L'innovazione e la ricerca
Il premio è allegoria concreta e vivente della sfida
alla norma, del coraggio del nuovo e del diverso. Promuovendo
la ricerca e la sperimentazione, diviene esso stesso ricerca
e sperimentazione nelle modalità dialettiche del
confronto aperto e del lavoro collettivo. La sua istituzione
è quindi idealmente dedicata a tutti quegli autori,
opere, tendenze, ipotesi letterarie che abbiano finora pagato
con l'emarginazione, il misconoscimento e il silenzio lo
scotto dei contenuti innovativi ed anticipatori delle loro
proposte. Nello spirito originario che le ha, di volta in
volta, configurate e prodotte, i fini e le modalità
fissati nel presente statuto vogliono essere, al tempo stesso,
strumento di deposito, di rilancio e di reinvestimento inedito
e produttivo per il nostro futuro.